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Albano Laziale

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Descrizione

Affacciato sul lago Albano (o di Castel Gandolfo), Albano Laziale, in provincia di Roma, è uno dei comuni più estesi ed attivi economicamente dei Castelli Romani. La tradizione vuole che il toponimo derivi direttamente da Albalonga, l'antica capitale latina e madre di Roma; tuttavia l'ipotesi più accreditata lo fa derivare dalla radice indo-europea "alb-alp" (località elevata, con chiaro riferimento al Mons Albanus, oggi chiamato Monte Cavo).
Dl ritrovamento di manufatti in selce si deduce che l'area fu abitata dall'uomo sin dal Paleolitico; intorno al IX secolo a.C. la popolazione degli Albani si stanziò lungo le rive del lago Albano - antico cratere vulcanico -, dando vita all'illustre civiltà laziale che portò i re di Albalonga a regnare per molti secoli sull'antico Lazio, fino a quando Roma non sostituì Albalonga nella guida del popolo latino. In epoca repubblicana sorsero qui numerose ville patrizie, alcune appartenute ad esponenti di spicco della politica e della cultura romana, come Pompeo e Seneca. Ridottasi a cittadina fortificata (oppidulum) durante la Guerra Gotica, nel 964 l'imperatore Ottone I Albano ed altre località limitrofe a Virgilio Savelli, suo capitano a Roma. Papa Pasquale II concesse agli abitanti di Albano l'esenzione perpetua dalla tassa di molitura del grano, per la fedeltà accordatagli. Fu saccheggiata duramente dai Saraceni nel 1142 e nel 1168 fu rasa al suolo dal popolo romano, per vendicarsi dell'appoggio dato dagli albanesi all'imperatore Federico Barbarossa contro Roma. Nel 1697 passò sotto il controllo diretto della Santa Sede e, nel 1870, entrò a far parte del Regno d'Italia.
Siti di interesse:
- l'anfiteatro romano, risalente al II secolo d.C. realizzato dagli stessi legionari romani;
- l'accampamento della II Legione Pratica, fatto costruire nel 202 d.C. dall'imperatore Settimio Severo, per stanziarvi circa 6000 uomini arruolati nella II Legione Pratica, anche detta Albana;
- i cisternoni, ancora perfettamente funzionanti;
- il sepolcro detto degli Orazi e dei Curiazi, edificato in epoca repubblicana;
- le catacombe di San Senatore, edificate lungo la Via Appia Antica, ricca di affreschi che vanni dal IV secolo d.C. al medioevo;
- la Villa Imperiale, fatta costruire da Pompeo con il ricco bottino proveniente dalla guerra mitridatica, epassata in eredità ad Augusto e i suoi successori;
- la Villa romana ai Cavallacci;
- le Terme di Cellomaio, fatte costruire dall'imperatore Caracalla;
- i resti delle mura di cinta e della Porta Pretoria;
- la Chiesa di Santa Maria della Rotonda, importante santuario romano realizzato sui antichi resti pagani. Sull'altare centrale è esposta un'antica icona in stile bizantino, mentre resti di affreschi sono conservati nei catini absidali e sull'altare laterale destro.
- la Cattedrale di San Pancrazio, fatta costruire dall'imperatore Costantino sui resti della basilica romana. Anticamente dedicata a San Giovanni Battista, nella cripta sono ancora conservati alcuni capitelli ionici dell'antica basilica paleocristiana che Papa Leone III fece riedificare dopo un furioso incendio. L'aatuale facciata fu fatta edificare nel 1772 dal cardinale Fabrizio Paolucci, che affidò l'incarico all'architetto Carlo Buratti.
- l'antica Chiesa di San Pietro Apostolo, affiancata da un bel campanile romanico;
- la Chiesa di san Paolo Apostolo, al cui interno è custodito il corpo di San Gaspare del Bufalo, fondatore della Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue;
- la seicentesca Chiesa di San Bonaventura;
- la cinquecentesca Chiesa di Santa Maria della Stella;
- Castel Savello;
- i numerosi palazzi nobiliari.
- il Civico Museo.

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